15 anni fa
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lunedì 23 marzo 2009
Come da dieci anni, anche questa primavera: l'Osho Festival. Si terrà a Riccione, presso l'Hotel le Conchiglie, da giovedì 2 fino a domenica 5 aprile.Per chi non sapesse di cosa si tratta, è un ritrovo annuale, organizzato da: Oshoba e Osho times. Quattro giorni densi di incontri, workshop (fino a tre in contemporanea), e di meditazioni (Kundalini, No-Dimension, Dinamica, Gourishankar,...); concerti, trance dance e sedute individuali di benessere. Insomma, una fiammata d'energia e rigenerazione.
Gli eventi saranno tenuti da Anando, Aneesha, Premartha e Svarup, Svagito, Siddho, Anurag, Prashantam, Prem Lela (Waduda), Ushma, e Chetana.
Si può partecipare al festival per intero, oppure un giorno soltanto o, ancora, entrare alla sera, dalla kundalini in poi; alloggiare nell'Hotel le Conchiglie o anche in 3 o 2 stelle. (Tutte le info, qua.)
Scrivo di quest'evento perchè vi parteciperò (come visitatore, ovviamente) e perchè credo molto in quello che questi signori fanno: continuare a lavorare sul pensiero di Osho. Lo scopo di Osho, riassumendo, era quello di dare i mezzi alle persone per creare un uomo nuovo, consapevole e rispettoso dell'esistenza; e credo che sia uno dei pochi obiettivi perseguibili e importanti di questi tempi.
P.S.: dato che quasi tutti quelli che finiscono su queste pagine, stavano cercando le foto dell'Osho Festival 2009, ecco il link diretto .
venerdì 16 gennaio 2009
Per chi non sapesse cos'è il seitan.E' un alimento altamente proteico, paragonabile alla carne, che si ricava dalle farine di grano tenero o di altri cereali. Non è altro che la frazione proteica, non idrosolubile, di questa farina. Il vantaggio è che può sostituire (non proprio a parità di nutrienti) degnamente la carne nei pasti di tutti i giorni.
Ingredienti:
500 gr di farina di grano tenero; 300 gr d'acqua; un pizzico di sale; un bicchiere di shoyu; 5 cm di alga kombu; 1 l d'acqua.
Preparazione:
Impastate la farina con l'acqua e il sale, fino ad ottenere un impasto elastico e acquoso. Formate una palla che metterete in una ciotola piena d'acqua. Fate in modo che sia completamente immersa. A questo punto, attendete 50 minuti circa: potete ballare, leccare la coda del gatto, cucinare qualcos'altro... potete fare quello che vi pare, non è che abbia importanza per la ricetta (...?).
Ora arriva la parte un po' lunga e leggermente complicata. Ma, come tutte le cose, se si fa con intensità, può avere il suo perché.
Prendete la palla fra le mani (si sta parlando dell'impasto) e, sotto al filo sottile del rubinetto, iniziate a manipolarla. L'amido inizierà a passare dall'impasto all'acqua, colorandola di bianco. vi consiglio di mettere una ciotola sotto, in modo che si depositi e non vada ad intasare le tubature.
Attenti a non impastare!! La pasta non si riattacca. Semplicemente allargate e ricompattate l'impasto.
Dopo un bel po' di massaggiare, inizierà a formarsi il seitan: sembra una rete gommosa, tutta avvolta su se stessa. Potete aumentare il getto d'acqua e continuare a sciogliere le parti più solide interne, dove c'è ancora l'amido. Il tutto molto delicatamente.
Quando vi rimane il glutine, lo strizzate un po' e lo mettete in una pentola con un 1l d'acqua, lo shoyu e il kombu. Fate bollire per tre buoni quarti d'ora.
Il seitan si conserva nel liquido di cottura per qualche giorno, in frigo. Presto posterò ricette...
Buon seitan!!
martedì 13 gennaio 2009

La prima influenza del 2009. Bel modo per iniziare l'anno! Bello, se si affronta ad armi pari.
Sono sempre stato dell'idea, che queste armi dovrebbero essere il più naturali possibile. Almeno finché funzionano: a ricorrere al medicinale siamo sempre in tempo.
Non pretendo che questa mia tesi si applichi a tutti, ma ho notato che curandomi con l'alimentazione, mi ammalo più raramente e per periodi più brevi.
Arriviamo però al dunque: la febbre!
La febbre è una difesa che il nostro corpo sfodera quando è attaccato internamente o esternamente, come nel caso dell'influenza o di un'infezione. Pertanto è necessaria, non va eliminata. Vanno, bensì, attaccate le cause.
Il metodo facile che vi spiego serve per combatterne le cause e non il sintomo, come invece fanno ad esempio gli antipiretici (aspirina e tachipirina).
Mia nonna Rosa (ha vissuto più di un secolo) diceva sempre: mangia uno spicchio d'aglio: o t'ammazza o ti rimette al mondo. Così ho fatto. E prima che diventiate verdi di nausea vi spiego com'è andata.
La prima volta l'ho sgranocchiato bene bene, convinto che cosìfunzionasse più velocemente. Risultato: la febbre mi passò da 38 a 37 in un ora, ma la nausea mi durò fino a sera.
Il rimedio indolore, invece, è tritare uno spicchio d'aglio e mandarlo giù con l'aiuto di un bicchiere d'acqua, come fossero tante pasticchine. Io l'ho fatto prima di pranzo e prima di cena per due giorni. L'influenza è evaporata come un vampiro sotto l'acqua santa.
Buona salute a tutti!!
venerdì 12 dicembre 2008

Sì, senza dubbio. Questo è il miglior modo di mangiare il tofu che abbia sperimentato.
La preparazione è davvero facile e veloce. In pochi minuti avrete un buon sostituto, per di più squisito, della carne.
Ingredienti.
Tofu, zenzero, olio, salsa di soia... e basta!
Preparazione.
In questa foto, ho tagliato un bel triangolone di tofu. Era venuto molto sottile perciò si è prestato benissimo per questa cottura. Se fosse troppo massiccio, invece, basta dividere a metà per la lunghezza.
Ma andiamo al fornello, adesso. Scaldare una padella con poco olio extravergine di oliva in cui abbiamo grattato un bel pezzetto (2-3 cm) di radice di zenzero. Far rosolare bene il tofu: più croccante è, più è gustoso. Ovviamente non va fatto bruciare, né annerire. Adesso basta impiattare e bagnare con un po' di salsa di soia. Da mangiare caldo. Mmmm! Mi viene voglia di andarmene a cucinare un altro bel pezzo.
Sulle proprietà benefiche dello zenzero, tornerò in un prossimo post. Buon appetito!
E ricordate, fra che ci sono, l'appuntamento di domani sera e di domenica pomeriggio, al Teatro delle Sfide a Bientina: Dall'odio all'amore, uno spettacolo per sostenere la ricerca e l'informazione riguardo alla miastenia gravis.
Vi ricordo che anche chi non può venire, per qualsiasi motivo, può contribuire con una donazione, anche modica. Tutte le informazioni a questo link. Grazie ancora e a presto!
mercoledì 3 dicembre 2008

Oggi vi voglio fare un invito. L'invito ad essere gentili verso la vita. Quella degli altri e la vostra stessa.
Un mio amico, Francesco, che stimo molto e di cui ho completa fiducia, mi ha chiesto un favore. Ha voluto che vi parlassi di un'iniziativa di sua sorella Martina. Mi sono subito chiesto perché non ci ho pensato prima; perché anche se questo blog lo frequentano in pochi, è pur sempre una voce in più.
Martina ha 23 anni. Da qualche mese, ha scoperto di soffrire di una malattia che indebolisce i muscoli, la miastenia gravis. E' una malattia neuromuscolare, autoimmune, che coinvolge anche i muscoli necessari per deglutire, respirare, muovere gli occhi. Martina è una ballerina da sempre.
Ho provato a immaginare cosa vorrebbe dire, per me, rischiare di non poter più scrivere, o cantare, o dipingere, e non penso che ci riuscirò mai. Lo spero.
Martina, dalla sua esperienza, ha capito che era necessario informare dell'esistenza di questo rischio. Perché la miastenia, oltre che tremenda, è anche poco conosciuta e, spesso, non puntualmente diagnosticata. L'informazione quindi deve raggiungere tanto la gente quanto i medici, affinché le più efficienti tecniche di cura e di diagnosi siano conosciute e applicate prontamente.
In che modo ottenere questo? Martina ha messo su uno spettacolo, con l'aiuto del gruppo della Misericordia di Cascina. Il titolo è "Dall'odio all'amore", è liberamente tratto da Giulietta e Romeo e si terrà al Teatro delle Sfide di Bientina, il 13 dicembre alle ore 21:15 e il 14 dicembre alle 16:00. Il ricavato sarà devoluto all'Associazione Italiana MIA Onlus.
Se potete, vi invito ad andarlo a vedere. Altrimenti è possibile fare una donazione. Scaricate qui la brochure, per sapere come fare e per conoscere meglio la storia di Martina. Altrimenti, visitate il sito dell'Associazione Italiana MIA Onlus.
domenica 9 novembre 2008
Dopo anni di manie vegane, giapponofilia, crudismo e simili, finalmente Eros cede al fascino orientale e salutare del tofu. Ovviamente, Eros non compra il tofu. No, troppo facile! Eros ha la stupenda idea di fare il tofu in casa. Ho fatto una ricerca su google e ho trovato varie ricette che si distinguono per il tipo di agente cagliante usato. Di norma si usa il nigari, che si può comprare su questo sito. Io per far prima ho usato il limone e questa è la ricetta che ho usato.
Nella foto a fianco che ho scattato a metà del processo, si vedono il latte di soia in alto, che serve per fare il tofu, e l'okara in basso. L'okara non è altro che il residuo solido della soia una volta estratto il latte, quindi è costituita soprattutto da fibre. Naturalmente non va buttata. Si può cucinare, usare come concime o mangime per animali. Io cosa ho fatto, secondo voi?
Ho cucinato l'okara.
Ho preso spunto da questa ricetta, solo che ho messo lo scalogno al posto del porro e ho aggiunto un po' di sedano rapa che mi era avanzato. Ho inoltre aggiunto un etto di riso ai due etti di okara e li ho cotti insieme per 15 minuti. Come erba ho usato una palla di radicchio e cicoria precotta che mi aveva dato mio padre e al posto dello zafferano ho usato paprika e poco curry. E' risultato un primo piatto buonissimo e completo.
Mi sono rimasti ancora molta okara e molto tofu (che è più buono di quello acquistato) perciò nei prossimi giorni proverò a cucinarli in altri modi e, se ne vale la pena, posterò. Un'altra idea carina è questa, ma non ho il forno.
Beh... buon tofu!!
sabato 25 ottobre 2008
Antenato sì, però non della Marcuzzi. Antenato dei probiotici tanto in voga oggi, di cui Alessia (simpaticissima) ne sponsorizza una marca. L'avete vista tutti: è quella in cui narra le gesta eroiche del bifidus nella lotta alla stipsi... riassumendo. Tra l'altro, guardate questo link, e vedrete quanto ci prendono in giro con le pubblicità.
Che cos'è il kéfir? E' una bevanda ottenuta dalla fermentazione del latte, vecchia di millenni e non riproducibile in laboratorio. Questo processo di fermentazione (che non richiede la yogurtiera) è permesso dai fermenti di kéfir, formati da un polisaccaride chiamato kefiran che ospita colonie di batteri e lieviti in associazione simbiotica.
Cosa ha in più rispetto agli yogurt e ai probiotici in commercio?
Lo yogurt, per legge, ha solo due batteri: Lactobacillus Bulgaricus e Streptococcus Termophilus - ovviamente, quello della Marcuzzi ha anche il bifidus essensis.
Il kéfir di batteri ne ha decine. Inoltre contiene lieviti buoni, molte vitamine, minerali, amminoacidi e enzimi (calcio, fosforo, magnesio, vitamine B2 e B12, vitamina K, vitamina A e vitamina D e triptofano). Ovviamente, se fatto in casa, ha anche tutti i vantaggi della scelta degli ingredienti e della fiducia totale nel produttore: voi stessi.
Gli effetti benefici del kéfir sono tanti e li trovate qui, anche se spesso si cerca di screditarlo. Penso che questo dipenda dalla diffidenza che segue la moda e la mitizzazione eccessiva di un prodotto. Purtroppo questi sono i mostri che creiamo noi. Avvenne lo stesso per il Kombucha Tea e per altri rimedi alternativi. Un'altra parte della colpa penso che sia attribuibile alla medicina occidentale e allo Stato, ma queste sono soltanto idee mie... Io evito i medicinali da molto tempo, finché posso, e cerco di curarmi con l'alimentazione. Da quando ho iniziato a consumare regolarmente il kéfir, ho notato che anche i raffreddori mi beccano più raramente, sono più regolare di intestino e lo digerisco benissimo, a differenza del latte e dello yogurt.
Il sapore. E' simile allo yogurt, solo è più liquido, frizzante e leggermente alcolico. Ottimo, almeno per me; soprattutto se accompagnato con miele, marmellata, frutta secca o fresca. Alcuni lo gustano anche nel caffè. Della bevanda esistono tante varianti, tra cui la più comune è il kéfir d'acqua di cui parlerò in un prossimo post.
Il procedimento per la preparazione del kéfir, lo trovate qui. I granuli o fermenti, anche se per tradizione sono tramandati (dato che crescono), io preferisco prenderli da colture controllate; come qui e qui.
Buona salute a tutti!
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