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mercoledì 29 settembre 2010
E' molto che non pubblico, lo so. E forse questo sarà l'ultimo post di questo blog. Sniff, sniff!
Si perché ne ho aperto un altro e si chiama Barcelona y Yo.

Attraverso Barcelona y Yo, potrete seguire la mia avventura. Il 4 Novembre partirò per Barcellona con un biglietto di sola andata. Non so dove finirò e quando tornerò! E attraverso Barcelona y Yo cercherò di documentare la mia esperienza: dal trovare una sistemazione a tutto quello che succede nella metropoli (o cosmopoli...). Posterò foto, video, esperienze, eventi, tutto ciò che mi catturerà a Barcellona.

Perciò... bè. Seguitemi!


mercoledì 1 luglio 2009

Il suono dei papaveri.
(Regalato ad un'amica speciale per il suo compleanno)

Dopo un periodo di inattività, rimetto il mio destino a ebay. Questa settimana, 6 nuove inserzioni, a partire da prezzi ribassati rispetto al mio sito ufficiale.
Anche il mio sito è aggiornato con tutti i quadri.
Altre novità... sono in trattative per un programma su una tv locale dedicata a presentatori e autori emergenti. Dirò di più quando tutto sarà confermato.
Con la prossemica siamo oberati di impegni: a partire da questo venerdì con lo spettacolo Notte Prima della Prima a Campi Bisenzio, in versione leggermente modificata. Domenica a Casciana Terme in collaborazione con l'Atelier mon Amour di Cascina.
In questo periodo di pausa ho fatto dei gruppi di crescita presso il Villaggio Globale di Bagni di Lucca. Uno sul maschile e femminile (energie yin e yang) e l'ultimo sulle energie della pancia. A fine luglio tornerò per il seminario sull'apertura del cuore.
Inoltre, sto organizzando le mie vacanze in un campeggio (forse naturista!! Ahhhahahah!) a Krk, in Croazia, con un'amica fantastica.
Una bella fiammata di novità. Il segreto: imparare a dire sì. I gruppi del Villaggio Globale mi stanno aiutando molto in tutto questo.
A presto e... comprate i miei quadri!! ;)

domenica 14 dicembre 2008

Charles Duchaussois in Flash - Katmandu il grande viaggio, si racconta e si spoglia. Racconta la sua esperienza riguardo al Grande Viaggio, quello che milioni di ragazzi negli anni '60, inizi '70 hanno intrapreso, da Istanbul a Bombay, Calcutta e Katmandu. La Rotta Hippy raccontata talvolta attraverso gli occhi dilatati dalla droga, ma più spesso con sincerità e lucidità spaventosa.

Charles parte quasi per caso, non è spinto dagli ideali hippy del tempo (non è un hippy). Non è interessato alla ricerca di se stesso o a cose più frivole come la droga e le ragazze. Lui parte per fare dei colpi, racimolare soldi. 
Charles racconta che tutto iniziò per lui da bambino, con la perdita  di un occhio in un esplosione. Dice che questo e l'aver guidato per molto tempo senza patente a causa del suo handicap gli hanno fato sviluppare un gusto per l'illegalità. 
Da qui, si trova invischiato in vicende criminose, sentimentali, ma anche fortuite, che lo trascinano come una corda ancorata all'ombelico, fino a Katmandu

Parallelamente a questo viaggio fisico, c'è quello psicologico e illusorio del viaggio della droga. Non ne racconta le disperazioni e la penosità, almeno all'inizio, bensì tutti i lati belli di questo mondo. Perché, dice l'autore, chi ci finisce in fondo al baratro, come è successo a lui, sa che questi lati belli esistono e, per gran parte del tempo, sono gli unici che vediamo. Finché, almeno, non ci sono più speranze. O più semplicemente finché non siamo assuefatti alla droga al punto che non è più piacevole; al punto in cui diventa solo un sollievo dolce all'amara astinenza. 
E lui le prova proprio tutte le droghe. Ci dice che questo viaggio era intrapreso, per buona parte, proprio per le droghe, la loro accessibilità in questi territori. Che gli ideali c'erano, sì, ma spesso si annebbiavano e si perdevano nelle fumerie d'oppio.

Tutto questo in un libro che fa venir voglia di preparare le valigie alla scoperta di un viaggio straordinario. Perché, al di là di tutto, la Rotta Hippy aveva dell'incredibile: senza meta precisa, né itinerario, né guida; attraverso l'antica Via della Seta e degli scontri-incontri delle più grandi civiltà della storia dell'uomo.
Consiglio: leggetelo. Io l'ho preso usato su ebay, ma lo trovate anche qui.
sabato 27 settembre 2008

Essendo prossimo alla tesi di laurea e privo di idee per l'argomento, il mio relatore mi ha proposto un libro da leggere che dovrebbe darmi il colpo di genio.
Nonostante sia arrivato a leggerne soltanto un terzo per ora, mi sento già di consigliarlo anche a voi.

Il testo è di Peter More, definito dal "Sydney Morning Herald" come il Jim Carrey della narrativa di viaggio australiana. L'autore narra il suo viaggio intrapreso negli anni '90 per fare ritorno a casa, in Australia, partendo da Londra. 
Il fatto eccezionale è che non prende un aereo, come chiunque dotato di buonsenso avrebbe fatto. Sceglie, invece, di tornare via terra - la strada sbagliata, appunto - per caparbietà e per seguire il mito del viaggio Hippy della fine dei '60.
Strada sbagliata perché il viaggio avviene negli anni delle guerre in Iugoslavia; perché richiedeva duemila visti per le nazioni da attraversare; perché è un viaggio interminabile fatto in autobus, treni, traghetti, e molti mezzi che sarebbero adatti a coprire una distanza massima di 50 km volendo esagerare; perché è un viaggio rischioso, "non turistico", quindi senza salvagenti per noi, figli del tour all-inclusive e del soddisfatti o rimborsati.
Questi appunti sono corredati di aneddoti brillanti, osservazioni dure (a volte non politically correct), ma anche simpatiche sul mondo, sul turismo e anche sugli italiani all'estero.

Questo è il link da dove l'ho acquistato io. Quindi buona lettura e al prossimo post.