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martedì 16 dicembre 2008

"'Un giorno, due monaci stavano guardando l'asta di una bandiera,' dice mentre tiro fuori la mia macchina fotografica. ' Il primo disse che la bandiera si stava muovendo. Il secondo disse che il vento si stava muovendo. Il Sesto Patriarca passava di lì per caso e, sentendo la loro discussione, disse loro, «Non è né la bandiera né il vento. E' la mente che si sta muovendo.»'"

Rory MacLeanMagic Bus.
Tradotto da me, senza pretese di perfezione.


Nel pezzo, parla il medico K.P. Singh. Lavorava all'Accademia dello Yogi Maharishi Mahesh di Rishikesh (India) durante la leggendaria permanenza dei Beatles. Nella foto sopra: i Beatles, ritratti durante una visita allo Yogi Maharishi Mahesh, scomparso quest'anno, in febbraio.
lunedì 15 dicembre 2008

Aspettando che i tempi stiano "a-Changing" per davvero.
A-Changing = che stiano a-Cambia'. 
Bob aspetta dal '64.

domenica 14 dicembre 2008

Charles Duchaussois in Flash - Katmandu il grande viaggio, si racconta e si spoglia. Racconta la sua esperienza riguardo al Grande Viaggio, quello che milioni di ragazzi negli anni '60, inizi '70 hanno intrapreso, da Istanbul a Bombay, Calcutta e Katmandu. La Rotta Hippy raccontata talvolta attraverso gli occhi dilatati dalla droga, ma più spesso con sincerità e lucidità spaventosa.

Charles parte quasi per caso, non è spinto dagli ideali hippy del tempo (non è un hippy). Non è interessato alla ricerca di se stesso o a cose più frivole come la droga e le ragazze. Lui parte per fare dei colpi, racimolare soldi. 
Charles racconta che tutto iniziò per lui da bambino, con la perdita  di un occhio in un esplosione. Dice che questo e l'aver guidato per molto tempo senza patente a causa del suo handicap gli hanno fato sviluppare un gusto per l'illegalità. 
Da qui, si trova invischiato in vicende criminose, sentimentali, ma anche fortuite, che lo trascinano come una corda ancorata all'ombelico, fino a Katmandu

Parallelamente a questo viaggio fisico, c'è quello psicologico e illusorio del viaggio della droga. Non ne racconta le disperazioni e la penosità, almeno all'inizio, bensì tutti i lati belli di questo mondo. Perché, dice l'autore, chi ci finisce in fondo al baratro, come è successo a lui, sa che questi lati belli esistono e, per gran parte del tempo, sono gli unici che vediamo. Finché, almeno, non ci sono più speranze. O più semplicemente finché non siamo assuefatti alla droga al punto che non è più piacevole; al punto in cui diventa solo un sollievo dolce all'amara astinenza. 
E lui le prova proprio tutte le droghe. Ci dice che questo viaggio era intrapreso, per buona parte, proprio per le droghe, la loro accessibilità in questi territori. Che gli ideali c'erano, sì, ma spesso si annebbiavano e si perdevano nelle fumerie d'oppio.

Tutto questo in un libro che fa venir voglia di preparare le valigie alla scoperta di un viaggio straordinario. Perché, al di là di tutto, la Rotta Hippy aveva dell'incredibile: senza meta precisa, né itinerario, né guida; attraverso l'antica Via della Seta e degli scontri-incontri delle più grandi civiltà della storia dell'uomo.
Consiglio: leggetelo. Io l'ho preso usato su ebay, ma lo trovate anche qui.
domenica 7 dicembre 2008

"Ma questi intrugli del diavolo li ha voluti la natura, essa li ha creati, li nasconde in sé, li fabbrica con la sua linfa che sale lungo le arterie delle piante! L'hashish, è una bella margherita tutta speciale, che il sole si premura di far schiudere; sul papavero la rugiada dell'alba si posa innocente come su tutti i fiori, ma il papavero col suo succo dà origine all'oppio, alla morfina, all'eroina...
[...] No, io non ho alcuna ragione per vivere in questo mondo di menzogna, drappeggiato in splendori così loschi!
No, io non voglio continuare a vivere.
Mi vendicherò di Dio!
Mi ucciderò per annientare la sua creatura.
Ora ho capito  il vero significato del mondo, la sua impudente menzogna. Mi sento un vero hippie. Ho capito tutto! Dio non mi avrà più."

Charles Duchaussois, Flash - Katmandu il grande viaggio.

sabato 27 settembre 2008

Essendo prossimo alla tesi di laurea e privo di idee per l'argomento, il mio relatore mi ha proposto un libro da leggere che dovrebbe darmi il colpo di genio.
Nonostante sia arrivato a leggerne soltanto un terzo per ora, mi sento già di consigliarlo anche a voi.

Il testo è di Peter More, definito dal "Sydney Morning Herald" come il Jim Carrey della narrativa di viaggio australiana. L'autore narra il suo viaggio intrapreso negli anni '90 per fare ritorno a casa, in Australia, partendo da Londra. 
Il fatto eccezionale è che non prende un aereo, come chiunque dotato di buonsenso avrebbe fatto. Sceglie, invece, di tornare via terra - la strada sbagliata, appunto - per caparbietà e per seguire il mito del viaggio Hippy della fine dei '60.
Strada sbagliata perché il viaggio avviene negli anni delle guerre in Iugoslavia; perché richiedeva duemila visti per le nazioni da attraversare; perché è un viaggio interminabile fatto in autobus, treni, traghetti, e molti mezzi che sarebbero adatti a coprire una distanza massima di 50 km volendo esagerare; perché è un viaggio rischioso, "non turistico", quindi senza salvagenti per noi, figli del tour all-inclusive e del soddisfatti o rimborsati.
Questi appunti sono corredati di aneddoti brillanti, osservazioni dure (a volte non politically correct), ma anche simpatiche sul mondo, sul turismo e anche sugli italiani all'estero.

Questo è il link da dove l'ho acquistato io. Quindi buona lettura e al prossimo post.