Pa echarte de menos
me fui
Pa volver de nuevo
me fui
pa estar sola
me fuiiiiiii
porque estaba tan cerca casi tan cerca
que no pude ver lo que tengo cerca
de mis ojos
mis manos que ya no son manos
mis pies son manos que un dia vuelven a darme la vida
de otro muchacho
que al menos cuando me mira
me hace reirme un rato
porque los tuyos
estan tan lejos de mi
que casino puedo mirarlos
mientras donde estaba cuando te llamaba?
donde estabas cuando te llamaba
donde estabas cuando mi voz se hacia tan pequeña qe no salia
y se ahogaba en mi habitacion
o dentro de mi
donde estabas cuano dormias a mi lado
y yo no podia dormir
donde estabas cuando t escuchaba palabras que no creias ni tu
entre tana mierda dime
donde estabas tu?
donde estabas cuando te llamaba?
por eso me fui
pa echarte de menos
me fui
pa volver de nuevo
mefui
pa estar sola
me fui,
donde estabas cuando te llamaba(X5)
ah, ah, ah, ah
ahora me vuelvo pa mi casa
te digo adios por un tiempo
que tengo ganas de ser la muchacha, la que nadie muchas veces creyó
hay que mirar pa dentro
si el rio va muy seco
que debajo de la tierra viaja un oceano
que las llanuras de mi tierra se juntan con el cielo
y alli descanso yo
y busco mi..recuerdo
ah, ah, ah, ah
hay quien prefiere lo grande
y a mi me gusta lo pequeño
que la distancia te ayuda a mirar con mucho menos miedo
quiero volver a cerrar los ojos
y ver..lo que yo quiero
que no tengo miedo a que pase el tiempo, sino a que pase y se pierdan los recuerdos.
En....silencio
En.........silencio
esta lo que mas quise
lo que mas quiero
que acumulamos mucho
y respiramos menos
que el aire cada día es mucho menos fresco
que cada día que pasa sigo..echandote de menos
que vaya por donde vaya aun te huelo
que la llanura de mi tierra se juntan con el cielo y alli descanso yo
y ..busco mi recuerdo
que las llanuras de mi tierra se juntan con el cielo y alli descanso yo
y busco mi...recuerdo
en....silencio
en.......silencio
está lo que mas quise
lo que mas quiero
esta lo que mas quise...
lo que mas quiero
ah, ah, ah, ah


Ieri sera a Che tempo che fa, si è parlato molto di Decrescita, in varie forme e da vari punti di vista. In un quadro dove tutti dicono che bisogna rialimentare l’economia, che la crisi si supera aumentando i consumi, qualcuno ha il coraggio di dire che la soluzione è opposta a quella che si professa: Devoluzione, Decrescita.
Luca Mercalli da sempre ci invita a essere più coscienziosi nel rapporto di tutti i giorni col “nostro” pianeta e, anche ieri sera, ha proposto una riflessione su questo fatto: se si fa un’indigestione (e in senso ampio, di questo si tratta), il consiglio non è mai di mangiare di più la volta successiva.
Serge Latouche ha portato la metafora della chiocciola: una chiocciola, quando crea la sua casa, parte dal primo giro. Ogni giro successivo raddoppia il volume del precedente. Arrivata al quarto, si ferma. Torna indietro. Capisce che continuare non sarebbe produttivo; è dentro il suo dna, inciso. Quindi, torna indietro per consolidare quello che già ha.
In soldoni, Latouche afferma che questo è quello che dovremmo imparare noi umani. Siamo un tantino (eufemismo voluto) spostati da quello che sarebbe l’aspettativa della natura nei nostri riguardi. C’è molto superfluo che si sta sostituendo al fondamentale; ma questa è una riflessione mia.
Quindi, sempre secondo Latouche, questo richiede un uscire dallo schema esistente, secondo il quale bisogna consumare sempre di più. Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo. Consolidare ciò che abbiamo, come la chiocciola. Ha anche spiegato che Decrescita non significa decrescere, è un termine politico, per provocare. In realtà, si parlerebbe di Acrescita. E già questo non significa che non ci sarebbe progresso; significa solo che il progresso non sarebbe identificato con la crescita economica.
Può sembrare utopico; non lo è. O almeno, non ci sono altre vie. Questa che percorriamo non va bene, non si può spingere per farla andare bene. Se porta verso il basso non ci sono modi di arrivare da un’altra parte, se non cambiando strada, appunto.
Anche Prodi, ospite dopo Latouche, ha affermato che bisogna riavviare l’economia, perché anche l’Africa ne soffre: noi non acquistiamo più le sue materie prime.
Ora, nonostante ammiri Prodi (forse sono uno dei pochi) per quello che fece nel suo ultimo governo e per la sua visione della politica, non penso che sia corretto quello che ha detto. Penso che l’Africa non abbia bisogno di essere sfruttata da noi. Se soffre la crisi è perché l’abbiamo resa dipendente dal nostro sfruttamento. L’Africa senza di noi starebbe meglio. Solo che in questa situazione, se noi scompariamo, le resta la dipendenza, e ci vuole del tempo per disintossicarsi dall’occidente.
Insomma, globalmente, un invito ad uscire dallo schema.
Io mi sto affacciando al mondo del lavoro. Il punto è: inventiamoci un lavoro. Ci sono molti licenziamenti: per forza! Questo paradigma non si addice più al mondo. Dobbiamo rassegnarci e reinventarci, come la chiocciola.
In bocca al lupo… almeno qualcuno mangerebbe.

Grande apertura stasera con Cocciante. Anche se la canzone che ha portato al concorso non mi è piaciuta, la canzone che ha cantato lui (Quando Finisce un Amore) è stata un sacchetto di brividi. Per quanto si sia imitato e si sia esasperato il suo modo di cantare negli ultimi anni, è sempre un buon compositore e un cantante espressivissimo, come ce ne sono pochi, secondo me.
Vista la polemica sul brano di Povia, propongo delle varianti:
- Luca era gay, ma adesso non saprei... Luca parla con il sacrestano e gli dice son pur sempre un uomo. (Per rabbonirsi le fette religiose della popolazione.)
- Mario è sempre gay, e Luca ama lei. (Per non fare confusione.)
- I piccioni sono gay e io me li farei. (Per rimanere in linea con gli album passati.)
- Chissà se era gay, mi faccio i cazzi miei. Luca è comunque un uomo sano, tre le altre cose suona il piano. (Per fare il vago.)
- Luca è Sampei, lo dice il mio sensei. Gira il mondo come i marinai, ascolta solo la Marina Rei. (Per gli amanti del manga e della musica italiana.)
Piango ancora l'esclusione di Iva Zanicchi, nonché la polemica... Che bigotti che si riesce a diventare in Italia! Peraltro, qualcuno poi mi spieghi dove stava la volgarità. Brava Iva! Brava e coraggiosa, come sempre.
Riemergo dalla tesi... anche se il passo finale, ancora, deve essere pestato.