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giovedì 30 luglio 2009

Oggi, una condivisione.
Bebe: ve la ricordate? La cantautrice sbarazzina di quel tormentone del 2005: "Malo, malo, malo eres, no se daña a quien se quiere...". Bene, è tornata con un nuovo album dal titolo particolarmente breve: "Y" - che significa "e", congiunzione. Con l'album nuovo ha fatto una decisa inversione musicale, verso uno stile quasi indefinibile, tra il folk spagnolo... il pop. Uno stile che si inserisce benissimo nella categoria "musica alternativa", che non vuol dire nulla.
In breve, un bellissimo album a mio parere, orecchiabile ma anche ricercato, mai banale e mai stancante. Nuovo singolo, quindi: "Me fui". Subito seguito da "Pa mi casa". A seguito i due video e i testi.
Per quanto concerne me, domani ultima puntata di "Mi invento la tele", 50 canale, ore 16:30. Colgo l'occasione per ringraziare anche qua Pierluigi Cioli, ideatore e presentatore del programma, e 50 canale, per l'opportunità che mi hanno dato.
Sperando di rivederci anche sul piccolo schermo, cari e pochi lettori, vi saluto e vi abbraccio.
Buone vacanze a chi parte e a chi resta.



Me fui

Me fui
Pa echarte de menos
me fui
Pa volver de nuevo
me fui
pa estar sola
me fuiiiiiii
porque estaba tan cerca casi tan cerca
que no pude ver lo que tengo cerca
de mis ojos
mis manos que ya no son manos
mis pies son manos que un dia vuelven a darme la vida
de otro muchacho
que al menos cuando me mira
me hace reirme un rato
porque los tuyos
estan tan lejos de mi
que casino puedo mirarlos
mientras donde estaba cuando te llamaba?
donde estabas cuando te llamaba
donde estabas cuando mi voz se hacia tan pequeña qe no salia
y se ahogaba en mi habitacion
o dentro de mi
donde estabas cuano dormias a mi lado
y yo no podia dormir
donde estabas cuando t escuchaba palabras que no creias ni tu
entre tana mierda dime
donde estabas tu?
donde estabas cuando te llamaba?
por eso me fui
pa echarte de menos
me fui
pa volver de nuevo
mefui
pa estar sola
me fui,
donde estabas cuando te llamaba(X5)


Pa mi casa

te has caido..
ah, ah, ah, ah
ahora me vuelvo pa mi casa
te digo adios por un tiempo
que tengo ganas de ser la muchacha, la que nadie muchas veces creyó
hay que mirar pa dentro
si el rio va muy seco
que debajo de la tierra viaja un oceano
que las llanuras de mi tierra se juntan con el cielo
y alli descanso yo
y busco mi..recuerdo
ah, ah, ah, ah
hay quien prefiere lo grande
y a mi me gusta lo pequeño
que la distancia te ayuda a mirar con mucho menos miedo
quiero volver a cerrar los ojos
y ver..lo que yo quiero
que no tengo miedo a que pase el tiempo, sino a que pase y se pierdan los recuerdos.
En....silencio
En.........silencio
esta lo que mas quise
lo que mas quiero
que acumulamos mucho
y respiramos menos
que el aire cada día es mucho menos fresco
que cada día que pasa sigo..echandote de menos
que vaya por donde vaya aun te huelo
que la llanura de mi tierra se juntan con el cielo y alli descanso yo
y ..busco mi recuerdo
que las llanuras de mi tierra se juntan con el cielo y alli descanso yo
y busco mi...recuerdo
en....silencio
en.......silencio
está lo que mas quise
lo que mas quiero
esta lo que mas quise...
lo que mas quiero
ah, ah, ah, ah



giovedì 23 luglio 2009

Eros Carpita e Alessandra A. - vignetta di Fabio Leonardi.


Di ritorno dalla mia prima esperienza tv... Cinque puntate di diretta televisiva, nel programma di 50 Canale ideato da Pierluigi Cioli, "Mi invento la tele".
Nonostante all'inizio non sapevo neanche per quale motivo fossi andato al provino, come prova è stata emozionante, ansia a mille; allo stesso tempo, è stata indimenticabile e mi ha istillato la voglia di provare a continuare questo cammino. E chissà...
Ora, io e la mia co-conduttrice, Alessandra A., abbiamo lasciato il turno ai nuovi presentatori che termineranno la serie di puntate. Vi consiglio di vederli, ché sono simpaticissimi. Si vedonoa anche sul canale 897 di sky. Noi torneremo il 31 luglio per la puntata finale.
Durante queste trasmissioni ho avuto il piacere di parlare con i REC, grande band di livorno; con Stefano Bini; con il disegnatore Fabio Leonardi (autore della vignetta in alto, grazie Fabio); con il CREC Piaggio; col Prof. Guiggiani Massimo che è venuto a parlare di naturismo; coll Dott. Nitamo Montecucco che ci ha mostrato cos'è il Villaggio Globale e l'Accademia Olistica; e con molti altri ospiti che saluto e ringrazio...
Infine, è stata ospite la Prossemica, di cui faccio parte, con in studio (oltre a me, Eros Carpita) Diego Parri e Niccolò Falaschi. La Prossemica è un'associazione culturale che si occupa di teatro, musica e dell'incontro di queste due arti: il musical. Questi sotto sono i video che io e Niccolò abbiamo montato per la puntata di ieri, registrati ad Uliveto Terme, durante "Notte Prima della Prima".






lunedì 16 marzo 2009

Ieri sera a Che tempo che fa, si è parlato molto di Decrescita, in varie forme e da vari punti di vista. In un quadro dove tutti dicono che bisogna rialimentare l’economia, che la crisi si supera aumentando i consumi, qualcuno ha il coraggio di dire che la soluzione è opposta a quella che si professa: Devoluzione, Decrescita.

Luca Mercalli da sempre ci invita a essere più coscienziosi nel rapporto di tutti i giorni col “nostro” pianeta e, anche ieri sera,  ha proposto una riflessione su questo fatto: se si fa un’indigestione (e in senso ampio, di questo si tratta), il consiglio non è mai di mangiare di più la volta successiva.

Serge Latouche ha portato la metafora della chiocciola: una chiocciola, quando crea la sua casa, parte dal primo giro. Ogni giro successivo raddoppia il volume del precedente. Arrivata al  quarto, si ferma. Torna indietro. Capisce che continuare non sarebbe produttivo; è dentro il suo dna, inciso. Quindi, torna indietro per consolidare quello che già ha.

In soldoni, Latouche afferma che questo è quello che dovremmo imparare noi umani. Siamo un tantino (eufemismo voluto) spostati da quello che sarebbe l’aspettativa della natura nei nostri riguardi. C’è molto superfluo che si sta sostituendo al fondamentale; ma questa è una riflessione mia.

Quindi, sempre secondo Latouche, questo richiede un uscire dallo schema esistente, secondo il quale bisogna consumare sempre di più. Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo. Consolidare ciò che abbiamo, come la chiocciola. Ha anche spiegato che Decrescita non significa decrescere, è un termine politico, per provocare. In realtà, si parlerebbe di Acrescita. E già questo non significa che non ci sarebbe progresso; significa solo che il progresso non sarebbe identificato con la crescita economica.

Può sembrare utopico; non lo è. O almeno, non ci sono altre vie. Questa che percorriamo non va bene, non si può spingere per farla andare bene. Se porta verso il basso non ci sono modi di arrivare da un’altra parte, se non cambiando strada, appunto.

Anche Prodi, ospite dopo Latouche, ha affermato che bisogna riavviare l’economia, perché anche l’Africa ne soffre: noi non acquistiamo più le sue materie prime.

Ora, nonostante ammiri Prodi (forse sono uno dei pochi) per quello che fece nel suo ultimo governo e per la sua visione della politica, non penso che sia corretto quello che ha detto. Penso che l’Africa non abbia bisogno di essere sfruttata da noi. Se soffre la crisi è perché l’abbiamo resa dipendente dal nostro sfruttamento. L’Africa senza di noi starebbe meglio. Solo che in questa situazione, se noi scompariamo, le resta la dipendenza, e ci vuole del tempo per disintossicarsi dall’occidente.

Insomma, globalmente, un invito ad uscire dallo schema.

Io mi sto affacciando al mondo del lavoro. Il punto è: inventiamoci un lavoro. Ci sono molti licenziamenti: per forza! Questo paradigma non si addice più al mondo. Dobbiamo rassegnarci e reinventarci, come la chiocciola.

In bocca al lupo… almeno qualcuno mangerebbe.

sabato 21 febbraio 2009
Oh che gioia! Oh che giubilio! Non ci speravo davvero. Già cercavo negli altri un plausibile vincitore. Una canzone plausibile:
 il testo deve essere così, certo;
 e la musica! Ah, sì. Degli archi. 
e poi quest'altro non deve mancare. Ecco.
Invece vaffanculo tutto! Ha vinto quella che non va neanche capita. Eccola. E' lì, appena la ascolti, con tutta la spensieratezza; e non bisogna cercare di lasciarsi trasportare, è solo impossibile restare fermi a non canticchiarla.
Bravissima Arisa e la sua Sincerità.


giovedì 19 febbraio 2009

Grande apertura stasera con Cocciante. Anche se la canzone che ha portato al concorso non mi è piaciuta, la canzone che ha cantato lui (Quando Finisce un Amore) è stata un sacchetto di brividi. Per quanto si sia imitato e si sia esasperato il suo modo di cantare negli ultimi anni, è sempre un buon compositore e un cantante espressivissimo, come ce ne sono pochi, secondo me.
Bello il pezzo di  Pino Daniele con Silvia Aprile. Poi, elegantissimo lui, che si è "limitato" ad accompagnarla con la chitarra elettrica, arricchendo l'atmosfera. 
E poi mitico Luca Laurenti con I did it my way, anche meglio di alcuni artisti in gara.
La voce di Karima anche stasera si è strappata più volte... io non l'avevo mai sentita prima. Inizio a pensare che abbia una gran voce ma non moltissima tecnica. Fa un po' di casino. Comunque, il brano mi piace davvero. Incomparabile genio Bacharach, ma quello si sapeva.
Irene, la figlia di Fornaciari: sì, ok vuole un po' strafare, ma non è male. Nel medley (bellissimo) si è sentito che era più a suo agio. Infatti, Irene proviene dal soul, dal blues e dall'R&B. Poi il brano Spiove il Sole è esplosivo, anche se non è il mio genere; ma così eseguita, con quella brancata di mostri sacri (Zucchero, un Pooh, un Equipe, e  l'altro che ora non ricordo chi è), ha dato quasi fuoco al palco.
Chiara Canzian è stata tremenda, mi dispiace, ma non si poteva sentire! Non so cosa si sia bevuto Vecchioni, ma lei non canta un cazzo bene. Ha fatto molto peggio di ieri... o forse anch'io ieri sera avevo bevuto.  
Bellissimo il duetto Iskra-Dalla: con le sue belle imperfezioni é stato meravigliosamente avvolgente. E Dalla, è pazzo da morire (nel senso più buono che possa esistere). Un illuminato, artisticamente parlando. 
Me cojones di Kevin Spacey! O cos'è quell'omo? Dio?! Sa anche canta'... via, bravo, deh! Fly me to the Moon che farebbe ingelosire Sinatra (quasi). E Bonolis che gli ha cantato anche davanti senza perdere un attimo la sicurezza. Bellissimo! "...no ell bilov as, abov as onli scaiiiii!". 
Egocentrica mi ha già stufato. Il duetto Molinari-Vanoni niente di che. Peccato, perché la Vanoni la adoro. Da sola è stata da sogno come a che tempo che fa. Vedrai vedrai di Tenco, poi, l'ho sempre amata. Dopo, ha cantato Una ragione di più, che aveva cantato anche da Fazio - a dir la verità, meglio. Anche questo: un brano da portarsi dietro per sempre.
Sono innamorato di Arisa!! Quella spensieratezza di altri tempi; quella semplicità dolcissima. E sono innamorato di Lelio Luttazzi! Che onore che dev'essere avere l'accompagnamento di un... monumento, come lui. 
Gibo-Ranieri. Trovo che la canzone sia molto bella. Nei pezzi cantati da Ranieri si sente. Quei suoni in testa, rochi, di Barbara Gibo sono insostenibili, però. 
Malika Ayane e Gino Paoli. Ho deciso che la canzone mi piace molto, anche se sicuramente mi verrà subito a noia. La voce di lei: non mi dispiace nemmeno che sia così nasale. Ma pensavo che lei fosse qualcosa tipo... portoghese!! Invece è nata a Milano, di madre italiana e di padre marocchino... Allora perchè la dizione è andata così tanto a farsi friggere?? Mah! Poi si vedrà in altre canzoni, spero. Comunque: c'ha stile, è espressiva e mi garbano tutte quelle movenze che la fanno sembrare sospesa nell'aria e nel trasporto della canzone.
Ho capito cosa non mi piace di Nicky Niccolai: non ha grazia. Sarebbe anche dotata a livello di voce. Ma è proprio un fatto di sensibilità. Non mi piace.
IVAAAAA!! Sti cavoli! Un brano che più lo ascolto più mi fa impazzire: così deciso a voler scegliere fra sesso e amore; che sale e pare decollare da un momento all'altro per tutto il tempo finché non ricade con quell' "amore" sussurrato. Quella resa, poeticissima. Chi l'ha criticato non ha capito neanche il testo, secondo me. Brava Iva Zanicchi! Ok, il pezzo è giusto (che battuta del cazzo...).
Sal da Vinci... ho dovuto cambiar canale. La prima volta quest'anno. Mi piace anche la canzone degli Afterhours, ma il cantante non sa cantare proprio.
I valletti di nuovo belli, ma Gabriella Pession anche brava (e molto) a sostenere il palco e la serata. Thyago, solo bello a parer mio.
Bello il gruppo ospite voluto da Bonolis. Gly Easy Star All Star, che hanno riproposto una versione reggae dei divini Pink Floyd.
Ammaniti mi ha fatto sussultare sul finale della lettera. Un altro momento di letteratura godibile. 
Sono stato annientato dall'esito del ripescaggio. Albano era evidente che sarebbe rientrato in gara. Anche se avesse cantato ruttando, sarebbe rientrato, e comunque penso che si meritasse davvero di tornare in corsa. Ma Sal da Vinci... ma cosa c'ha la gente al posto delle orecchie?

Vista la polemica sul brano di
Povia, propongo delle varianti:
  • Luca era gay, ma adesso non saprei... Luca parla con il sacrestano e gli dice son pur sempre un uomo. (Per rabbonirsi le fette religiose della popolazione.)
  • Mario è sempre gay, e Luca ama lei.  (Per non fare confusione.)
  • I piccioni sono gay e io me li farei. (Per rimanere in linea con gli album passati.)
  • Chissà se era gay, mi faccio i cazzi miei. Luca è comunque un uomo sano, tre le altre cose suona il piano. (Per fare il vago.)
  • Luca è Sampei, lo dice il mio sensei. Gira il mondo come i marinai, ascolta solo la Marina Rei. (Per gli amanti del manga e della musica italiana.)
Povia, Povia, Povia... Ma perché non parli di qualcosa che conosci? E i piccioni, e i bambini... Se poi un piccione ti caga in testa, i bambini ti tirano le caccole e l'arcigay ti rincorre, non hanno nemmeno tutti i torti! 
Vivi e lascia vivere! Parla dell'amore per una donna, del gatto Virgola che ti vuol bene da quando vivi da solo, dei tramonti visti da una scogliera... di quando eri piccolo e tuo padre ti picchiava... non lo so! Parla di cose che senti e che ti scorrono dentro, almeno eviti di cadere nel banale. Consideralo un consiglio da amico.
mercoledì 18 febbraio 2009

Piango ancora l'esclusione di Iva Zanicchi, nonché la polemica... Che bigotti che si riesce a diventare in Italia! Peraltro, qualcuno poi mi spieghi dove stava la volgarità. Brava Iva! Brava e coraggiosa, come sempre.
Comunque... Secondo giorno.
Alexia e Mario Lavezzi hanno portato un brano che, non sarà la canzone del secolo, ma per Sanremo è piacevole e orecchiabile.  
Povia, bellino! Chissà come gli fischiano le orecchie... Stasera un altro cartello: "NESSUNO HA SEMPRE RAGIONE." Sì, ma nemmeno te! Sai: i piccioni due anni fa non potettero ribattere... Comunque facesse meno mrRight, perché  del suo brano, senza queste polemiche, forse non si sarebbe neanche parlato (sta' a vede' che vince! Già che ieri sono usciti due di quelli che mi piacevano...).
Nicky Niccolai  e Stefano di Battista... mah! Il brano, i primi secondi, sembra qualcosa di già sentito; poi invece dici che no, dai! E' frizzante! Poi ti accorgi che avevi ragione prima e che sembra la pubblicità di un detersivo. 
Sal da Vinci batte quasi tutti con la carenza vocale. Tremila volte meglio Tricarico, che almeno non vuol far finta di saper fare chissà che -au nature. 
Risentendo Renga mi crolla davvero un mito. Anche se non mi è mai piaciuto il suo timbro, ho sempre ritenuto fosse bravo; ma su questo ritornello è straziante! Il forzare così una voce così capace mi sembra controproducente. Ma davvero si pensa che si debba urlare per essere apprezzati?
Menomale che su Masini è finita quella penosa imbecillaggine della sfiga. Il testo non mi dice nulla perché non mi piace il genere, che denuncia così, alla buona, senza mai andare a fondo. Ma musicalmente mi piace.
Patty Pravo stasera era un po' nuda e il cameraman lottava con la paura di inquadrare i capezzoli. Se la Zanicchi ha fatto parlare, cosa farà questo? Comunque, il brano lo sto rivalutando. Non la voce, con tutta la simpatia che ho per la mitica Patty.
Carino l'omaggio a De André, con Accorsi e Santamaria, ma soprattutto la PFM
Nelle nuove proposte mi è piaciuta la canzone cantata da Chiara Canzian. Lei ha un timbro bellissimo. Non mi piace il vibrato così ampio, ma poi è secondario. Peccato che, spero per l'emozione, le sia andato in tilt il diaframma. Aspetto di risentirla.
Iskra, un portento. La conoscevamo già grazie a dalla e anche nella Tosca. Indimenticabile il suo Amore disperato. Bel momento musicale anche questo. 
Barbara Gibo aveva un brano curiosissimo che a me piaceva, ma veramente mi stupisco di Ranieri. Ha preso più note calanti, strappate e non so nemmeno cos'altro... 
Arisa: motivetto spensierato, onirico. Lei è stata carinissima, semplice e brava nonostante l'emozione.
Alla fine, Albano, Nicky e compagnia, e Sal da Vinci eliminati. Meritatamente nei secondi due casi, almeno a mio avviso... E va be'! Comunque, ancora piacevolissimo Bonolis! Complimentoni all'ambaradan di festival.
martedì 17 febbraio 2009
Riemergo dalla tesi... anche se il passo finale, ancora, deve essere pestato.
Ovviamente, imperdibile Sanremo. Impressioni: varie come tutti gli anni - e comunque pareri personali, nessuno me ne voglia.
Bonolis... Bonolis mi sta piacendo. Di solito trovo un po' pesante il suo "usare" gli altri per le sue gag, talvolta sgarbatamente. Laurenti non ha bisogno di commenti, come sempre. I valletti, beh, sono fighi della madonna. Poi subito una bella gaffe che domani Striscia la Notizia avrà da mangiare.
Ma l'attrazione è indubbiamente Mina la Divina (che manda i video come Bin Laden - ha azzardato Benigni e m'ha fatto pisciare addosso). Un Nessun Dorma unico, com'è nel suo stile: molto sentita, dolcemente sguaiata, adorabile. E quell'acuto finale  non concesso, che lascia la voglia in bocca (e tutti sappiamo che sarebbe capace di buttare giù l'Ariston con la voce), molto di classe. 
Colpisce, fra gli artisti in gara, l'audacia di Renga che praticamente bissa mina, con quel brano troppo simile a Nessun Dorma, e troppo pretenzioso anche per la sua voce - nonostante la sua indubbia bravura.
Colpisce quanto non colpiscano alcune canzoni che non nominerò neanche. Tranne una che invece "merita": quella cantata da Marco Carta, imbarazzante per la sua banalità, nel testo e nella musica. 
Tricarico, anche stavolta a parer mio ha un'interessante canzone. Parole semplici e belle. Peccato che non sappia cantare bene, ma forse quest'approccio naif (e non è critica) valorizza anche i brani. Patty Pravo, mi dispiace dirlo, ma ha dimostrato un'altra volta che non ce la fa più. La Zanicchi mi ha sorpreso positivamente. Reinventata, grintosa, bella, col terzo occhio nel posto sbagliato (ahahahah).
Le stecche sono volate, ma nella musica dal vivo va bene. Non farò nomi, tanto si son sentite, anche se camuffate da un sassofono.
Basta parole su Povia: alla fine chi se ne frega. La cosa ganza è che s'è portato dietro la corista per i virtuosismi vocali che gli mancano. Comunque, ha raccontato una storia, come ha detto Bonolis. Punto. Poi si dica ciò che ci pare: banale, che richiama l'applauso, Luca ha ricevuto l'illuminazione su qual'è la retta via, è un inno alla repressione,... . Tutto quello che si vuole, ma chi se ne frega. Poco elegante (forse meno) 'sto battibecco con l'ARCIGAY. Anche perché questi interventi finiscono per  diventare le parole di categorie intere (in questo caso parla a nome degli omosessuali, per esempio) e non è bello. Se una cosa non deve essere più tabù, allora che se ne parli senza problemi e rispettosamente da tutte le parti. Poi ognuno tragga le sue somme.
Benigni: mitico. Bello il modo di fare che prima loda e poi dà la mazzata. Mi fa strappa'.
Il finale con Katy Parry ha sicuramente risollevato la media italiana, abbassando il confronto: ha fatto pena. Menomale che era mezza nuda, sennò tutti i gli uomini (e le  donne) mentalmente attivi avrebbero cambiato canale. Solo che l'attentato ai Queen se lo poteva risparmiare... Sono morto quando Bonolis ha detto:"Sonia! Non guardo la donna, adesso. Guardo la figurina Panini!", riferendosi al fatto che aveva il corpetto dell'inter.
Malika Ayani, la prima nuova proposta, non sono ancora riuscito a farmi un idea precisa. Cattura la dolcezza nel cantare, la varietà dei suoni tra sussurrati e note sostenute, e la voce molto particolare. Non so ancora se mi piace, perché certe vocalità le preferisco su testi stranieri - però si sa, è Sanremo. Su Irene non mi esprimo perché non ho capito se è dotata e era solo stra-emozionata o se proprio vuole esagerare. Molto piacevole Simona Molinari (come la Sambuca) molto brillante e molto swing. 
Filippo Perbellini con la canzone di Cocciante. La cosa un po' noiosa di Cocciante è questo mistero per il quale ogni cantante che si avvicina a lui ne acquista qualcosa. Spesso il modo di cantare (anche nei musical), talvolta la parrucca, come in questo caso. La canzone comunque poteva fare da riempitivo per Giulietta e Romeo, per dirla tutta. Niente di che: sa fare di meglio il Cocciante che amo.
Comunque, un Sanremo ben condotto e ben fatto, com'è quasi sempre, secondo me. Nonostante tutte le polemiche. 
E poi, Alda Merini su Stairway to Heaven... meraviglioso!

lunedì 13 ottobre 2008
Da Tori Amos, con "Yo George", a Madonna con il video incensurato di "American life"; dal documentario scioccante "11 settembre 2001 - inganno globale" trasmesso in Italia da Report alle denunce di molti intellettuali americani. L'America ha tutti i difetti che ci possano venire in mente, ma certamente ha anche un forte senso della libertà di parola. Persino George Bush, discutibile presidente, non viola questo diritto.
Pensiamo invece all'Italia, dove, come tutti sappiamo, questo diritto è tutelato dalla costituzione. Pensiamo a cos'è avvenuto a presentatori, opinionisti, comici italiani accusati di dire ciò che pensavano. Pensiamo a  Biagi, Lutazzi, Santoro (che grazie al cielo è tornato), Guzzanti ecc... Pensiamo alla libertà di espressione nel nostro paese, indipendentemente dal condividere o meno il pensiero di questi signori cacciati come fossero eretici al tempo della controriforma.
Ieri sera, a "Che tempo che fa", Fabio Fazio ha intervistato lo scrittore americano Paul Auster, che non si è mai scomposto nell'esprimere giudizi anche duri su George W. Bush. Una piccola parte dell'intervista è stata incentrata proprio su questo argomento: la libertà di parola. Incollo qui il video.

A chi si fosse perso questa intervista, consiglio di andarla a vedere nella videoteca del sito del programma, qui, non appena sarà messa online per intero.
Paul Auster ha anche presentato il suo ultimo libro "Uomo nel buio", il quale sarà uno dei miei prossimi acquisi. Buona visione a voi e buona fortuna agli scrittori italiani, che non penso siano tanto fortunati quanto quelli d'oltreoceano.