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mercoledì 1 luglio 2009

Il suono dei papaveri.
(Regalato ad un'amica speciale per il suo compleanno)

Dopo un periodo di inattività, rimetto il mio destino a ebay. Questa settimana, 6 nuove inserzioni, a partire da prezzi ribassati rispetto al mio sito ufficiale.
Anche il mio sito è aggiornato con tutti i quadri.
Altre novità... sono in trattative per un programma su una tv locale dedicata a presentatori e autori emergenti. Dirò di più quando tutto sarà confermato.
Con la prossemica siamo oberati di impegni: a partire da questo venerdì con lo spettacolo Notte Prima della Prima a Campi Bisenzio, in versione leggermente modificata. Domenica a Casciana Terme in collaborazione con l'Atelier mon Amour di Cascina.
In questo periodo di pausa ho fatto dei gruppi di crescita presso il Villaggio Globale di Bagni di Lucca. Uno sul maschile e femminile (energie yin e yang) e l'ultimo sulle energie della pancia. A fine luglio tornerò per il seminario sull'apertura del cuore.
Inoltre, sto organizzando le mie vacanze in un campeggio (forse naturista!! Ahhhahahah!) a Krk, in Croazia, con un'amica fantastica.
Una bella fiammata di novità. Il segreto: imparare a dire sì. I gruppi del Villaggio Globale mi stanno aiutando molto in tutto questo.
A presto e... comprate i miei quadri!! ;)

mercoledì 15 aprile 2009

Kanjuro Shibata XX, Ensō.

Elemento centrale della dottrina Buddista è il concetto della vacuità, che si ritrova nei Prajñāpāramitā Sūtra. Nei trentotto testi che li compongono, vengono definite venti vacuità, di cui la prima: vacuità degli organi di senso. 
Attraverso la meditazione su queste vacuità l’individuo realizza un graduale distacco dal proprio egocentrismo. E’ importante però non limitarsi ad una mera comprensione intellettuale, ma cercare invece di farne viva esperienza nell’osservazione della realtà. 
La vacuità è la via di mezzo indicata dal Buddha.


Eros - 14 aprile 2009.

mercoledì 8 aprile 2009
Ancora condivisione. Ancora una canzone, che ho amato. 
Era l'Irlanda, nel 2003: una vancanza studio un po' tardiva, ma era più una scusa per vedere l'Irlanda e passarci del tempo.
Colonna sonora, Ani Difranco - artista che avevo scoperto da poco più di un anno e da cui non mi riusciva più staccarmi. E lì, entrai in contatto con questo brano, grazie anche ad un altro fan di cui non ricordo il nome e che saluto, se si riconosce in queste righe.
L'Irlanda... le Cliffs furono forse la prima parte del mondo che mi lasciò in meditazione. Lì affrontai la mia paura del vuoto e rimasi sdraiato sporgendomi dal bordo di un masso a guardare questa enorme ferita della terra. 
Vi lascio al video e al testo.



Ani Difranco, Evolve (lyrics).
i walk in stride with people much taller than me and partly it's the boots but mostly it's my chi and i'm becoming transfixed with nature and my part in it which i believe just signifies i'm finally waking up   and there's this moth outside my kitchen door she's bonkers for that bare bulb flying round in circles bashing in her exoskull and out in the woods she navigates fine by the moon but get her around a light bulb and she's doomed   she is trying to evolve she's just trying to evolve   now let's get talking reefer madness like some arrogant government can't by any stretch of the imagination outlaw a plant yes, their supposed authority over nature is a dream c'mon people we've got to come clean   cuz they are locking our sons and our daughters in cages they are taking by the thousands our lives from under us it's a crash course in religious fundamentals now let's all go to war get some bang for our buck   i am trying to evolve i'm just trying to evolve   gunnin for high score in the land of dreams morbid bluish-white consumers ogling luminous screens on the trail of forgetting cruising without a care the jet set won't abide by that pesky jet lag and our lives boil down to an hour or two when someone pulls a camera out of a bag   and i am trying to evolve i'm just trying to evolve   so i walk like i'm on a mission cuz that's the way i groove i got more and more to do i got less and less to prove it took me too long to realize that i don't take good pictures cuz i have the kind of beauty that moves.
lunedì 6 aprile 2009


Ho trovato un centro immobile dentro di me. Ho trovato che c'è un cielo, ma anche una sfera di luce o semplicemente un filo. E' uno spazio silente e bellissimo, chiaro come l'inesistenza e l'esistenza. 
E' dentro di me: è lì, nonostante fuori possa turbinare tutto attorno; nonostante le tempeste e le mareggiate.
Sono cose che sapevo a livello cerebrale, ma in questi giorni di Osho Festival ne ho fatto esperienza. Ho visto, vissuto, il mo centro. Ho percepito la sensazione fisica di cascarci dentro e in quel momento la vita poteva fare tutto di me e io non avrei voluto e potuto oppormi.  Sarei potuto morire in quel preciso istante, in quell'attimo infinito in cui sono caduto nella mia pancia.
Ho capito che non importano le energie negative, non importano il passato e il futuro; il cielo resta nonostante tutti questi pulviscoli. E basta un soffio consapevole e ben mirato per tergere questo spazio blu.
C'è gratitudine in me, più di prima. Per quello che è l'esistenza e per il fatto che ne faccio parte. 

P.S.: dato che quasi tutti quelli che finiscono su queste pagine, stavano cercando le foto dell'Osho Festival 2009, ecco il link diretto .
venerdì 27 marzo 2009

"La mente è sempre vecchia e la vita è sempre nuova: è inevitabile che si creino tensione e conflitto [... ] La gente diventa sradicata; la vita è preda dell'ansia, dell'angoscia. L'uomo era più silenzioso, o almeno dava questa impressione perché tutto intorno a lui era fermo, statico, e non sorgevano grandi conflitti nella mente [...]  la mente si afferra al passato e (oggi) tutto cambia a ogni istante. Ecco perché esiste tanta ansia in Occidente, in Oriente meno."

Tratto da: Osho, I segreti della trasformazione, Milano, Tascabili Bompiani, 2007. [Questo è il secondo di cinque libri che traducono "The book of secret". Il primo si intitola come l'opera originale, "Il libro dei segreti", ma costituisce solo la prima parte dell'intera serie di discorsi sul Vigyana Bhairava Tantra.]

Osho, in quel brano, continua dicendo che i problemi dell'Oriente sono più basilari (la fame, la sopravvivenza) e che, in Occidente, la tecnologia - che spinge cambiamenti sempre più veloci - non dà il tempo all'uomo di adattarsi a un cambiamento che ne crea subito un altro. Questo genera ansia. 
Sempre secondo Osho, le soluzioni sono due: la psicoanalisi (che rende solo più nella norma) e la meditazione (che punta al trascendere la mente e a una consapevolezza totale).
Non voglio neanche commentare. Per riflettere su quest'ansia che ci creiamo, vi rimando all' Umiltà della Chiocciola (decrescita economica) e vi invito ad approfondire. Vi ricordo anche l'appuntamento della prossima settimana con l'Osho festival
Meno sei giorni!! Non vedo l'ora. Per chi ci sarà, ci vediamo a Riccione.


mercoledì 25 marzo 2009

Come da titolo, un'altra improvvisata con gli acrilici. Inizia a dare qualcosa; se non nel prodotto sulla tela, dà qualcosa a me, credo.
Se fossi Piccasso, dopo il periodo blu, questo sarebbe il periodo dello scazzo. Ma non lo sono, quindi me lo godo!!



martedì 24 marzo 2009


Oggi, con la nuova veste grafica, ho deciso di postare due "quadri" degli ultimi giorni. Piuttosto, due scazzi nel vero senso della parola.
Al prossimo (forse) più serio post!



lunedì 23 marzo 2009
Come da dieci anni, anche questa primavera: l'Osho Festival. Si terrà a Riccione, presso l'Hotel le Conchiglie, da giovedì 2 fino a domenica 5 aprile.

Per chi non sapesse di cosa si tratta, è un ritrovo annuale, organizzato da: Oshoba e Osho times. Quattro giorni densi di incontri, workshop (fino a tre in contemporanea), e di meditazioni (Kundalini, No-Dimension, Dinamica, Gourishankar,...); concerti, trance dance e sedute individuali di benessere. Insomma, una fiammata d'energia e rigenerazione.

Si può partecipare al festival per intero, oppure un giorno soltanto o, ancora, entrare alla sera, dalla kundalini in poi; alloggiare nell'Hotel le Conchiglie o anche in 3 o 2 stelle. (Tutte le info, qua.)

Scrivo di quest'evento perchè vi parteciperò (come visitatore, ovviamente) e perchè credo molto in quello che questi signori fanno: continuare a lavorare sul pensiero di Osho. Lo scopo di Osho, riassumendo, era quello di dare i mezzi alle persone per creare un uomo nuovo, consapevole e rispettoso dell'esistenza; e credo che sia uno dei pochi obiettivi perseguibili e importanti di questi tempi.

P.S.: dato che quasi tutti quelli che finiscono su queste pagine, stavano cercando le foto dell'Osho Festival 2009, ecco il link diretto .
mercoledì 18 marzo 2009

Dopo molto tempo senza pittura: tempo in cui ho cercato l'espressione nel canto, nella scrittura, nella recitazione; tempo in cui ho pensato che la pittura non poteva darmi molto. 
Sicuramente quest'ultimo pensiero serviva a difendermi. Per proteggere il mio ego dall'idea che non potevo liberarmi nella pittura. Penso che da qui sia emerso il bisogno di scrivere, dopo aver visto che non potevo liberarmi nel canto (ora le cose stanno cambiando, lì) e dopo che non riuscivo a concedermi nella pittura. La scrittura, con la sua apparenza più razionale, mi salvava dal senso d'obbligo a liberarmi.
Da un po' di tempo, però sto cercando di farlo, di uscire, da tutti i condizionamenti - il più possibile. Per essere me stesso e perchè l'arte che esprimo possa essere definita tale.
Allora ieri ho provato a riscoprire il mostro che mi aveva bloccato. Quello rinchiuso nei colori e nei pennelli. 
Ho provato a chiudere gli occhi e aspettare col pennello sollevato sulla tela. Ero in ascolto, aspettando il momento in cui muovere il pennello sarebbe stato irrefrenabile. La mente ha continuato a interferire, ogni tanto, e io mi sono fermato per un secondo. Ho smesso di respirare per un secondo e ho di nuovo aspettato l'impulso a partire.
Il risultato lo pubblico per forzare il mio ego. Ho sempre cercato il risultato bello, ma quello è comunque soggettivo... Questa volta, invece, ho detto: chi se ne frega. Questo è uscito! E' arte; non lo è; è bello; fa schifo. Questo è. Non sarà un buon risultato, forse la prossima volta andrà meglio. O forse no.


lunedì 16 marzo 2009



Ho già parlato di Meera Hashimoto qualche post fa. I suoi workshop sono una delle tante ragioni per cui vorrei andare all'Osho Meditation Resort, a Pune in India.
In un altro articolo sulla monografia Lo spirito creativo, la Hashimoto parla di giocosità come valore importante, perso dagli adulti. La giocosità è un elemento necessario per disfarsi dell'ego; della barriera che ci separa dal liberarci nella pittura.
"Un atteggiamento allegro, non serio, aiuta ad allentare la presa della presunzione."
La meditazione, unita alla giocosità, fa il gioco, dice la Hashimoto. E si può andare oltre e immergersi nella creatività.
Niente da aggiungere.
Un libro che penso di acquistare: Il Risveglio dell'arte, Meera Hashimoto.

sabato 7 marzo 2009


E a me resterà solo cosa?

Mi resteranno questi suoni, forse;

mi resterà il baluginio dei lampi,

quando sdraiato in fondo al mare

cercherò di vedere la notte.

E lei fuggirà,

dietro nuvole e acqua.


Che parola piena,

che ti bagna la bocca come un’onda:

acqua.


Stamani, ascoltavo musica strumentale da una web radio e mi son messo a scrivere al computer, ad occhi chiusi. In quel modo stacchi la mente; perdi i sensi, in un certo qual modo. Meglio: li spegni tutti e se ne accende uno solo, invisibile, dentro di te. 

E' il motivo per cui, un po' di tempo fa, imparai a battere sulla tastiera con dieci dita.

E' bello iniziare a scrivere dal primo pensiero e poi seguire il flusso. Non devi curarti di niente: forma, orografia, punteggiatura... Tanto meno, devi curarti di uno scopo. Quelle righe non le leggerà mai nessuno: scrivi per scrivere. A un tratto rileggi e ti chiedi come possa quella roba essere uscita dalle tue mani. 

Sopra, ho inserito quello che ho visto poco fa. Sono le ultime frasi di quello che ho scritto. Spesso questi esperimenti producono brani senza senso, o che almeno non ne hanno sulla superficie, ma secondo me posseggono sempre una bellezza. Per questo, a seguire, inserisco anche l'inizio.

Stavo camminando lungo un sentiero. Era tutto scuro e non si riusciva a vedere fino in basso ai piedi. Improvvisamente una brezza da destra mi coglie di sorpresa. Un nuovo alito di vento che ridà la vita a chi l’ha perduta. Vorrei sapere il giorno che l’ho perduto dove ero andato; dov’era il soffio che mi ha lasciato. Penso che se ne sia andato verso ovest, a cercare la sua amata. Il miglior augurio che possa fargli è che la trovi. 

venerdì 6 marzo 2009
Ho trovato una risonanza con un mio pensiero in un'intervista a Satyam, insegnante inglese che tiene un workshop chiamato "Finding your voice, finding your song". L'intervista si trova in "Lo spirito creativo", curato da Marga Eleonora Scroppo, per Oshoba.
L'intervistatrice, Marga, fa questa affermazione:
E' vero, gli artisti conoscono il nettare della vita e sono più esigenti, nel senso che non sono disposti a fare una cosa senza amarla. [...] c'è più chiarezza rispetto a ciò che ti piace e non ti piace e scegli quello che ti piace. Oppure riesci ad amare ciò che devi fare e a farlo in modo creativo.

Questo è ciò che fa un creativo o un artista. Ama cosa fa e lo fa in modo creativo. Oppure ogni che fa diventa spunto per andare oltre e creare bello.
Ogni volta che scompari dietro al tuo lavoro - qualsiasi esso sia - allora sei creativo. Nel momento in cui interviene l'aspettativa e l'obiettivo, l'arte e la creazione muoiono.
Nella foto, Meera Hashimoto e Il suo training di pittura. La pittura (in questo caso, ma potrebbe essere un'altra attività) diventa un bisogno primario, interiore; diventa un mezzo per sondare in profondità il nostro terreno. Diventa meditazione.
In questo modo tutto diventa bello.
A volte mi viene rimproverato questo mio appassionarmi a tutto, come se fosse una cosa negativa. In effetti può sembrare un arrendersi, un seguire la corrente senza mai fare una scelta precisa, ma in realtà non è così. Tutto si riconduce a un bisogno creativo e, se viviamo appieno ogni attività, si può incanalare in ogni azione. E tutto si può trasformare in qualcosa di bello, da amare e da fare totalmente; che sia impastare i frati, che sia creare un costume per uno spettacolo, che sia scrivere oppure semplicemente camminare.
Questo intervento non ha utilità - come tutti gli altri, del resto - però questo è quanto mi girava in testa stamani.
Un saluto.