mercoledì 8 aprile 2009
Ancora condivisione. Ancora una canzone, che ho amato. 
Era l'Irlanda, nel 2003: una vancanza studio un po' tardiva, ma era più una scusa per vedere l'Irlanda e passarci del tempo.
Colonna sonora, Ani Difranco - artista che avevo scoperto da poco più di un anno e da cui non mi riusciva più staccarmi. E lì, entrai in contatto con questo brano, grazie anche ad un altro fan di cui non ricordo il nome e che saluto, se si riconosce in queste righe.
L'Irlanda... le Cliffs furono forse la prima parte del mondo che mi lasciò in meditazione. Lì affrontai la mia paura del vuoto e rimasi sdraiato sporgendomi dal bordo di un masso a guardare questa enorme ferita della terra. 
Vi lascio al video e al testo.



Ani Difranco, Evolve (lyrics).
i walk in stride with people much taller than me and partly it's the boots but mostly it's my chi and i'm becoming transfixed with nature and my part in it which i believe just signifies i'm finally waking up   and there's this moth outside my kitchen door she's bonkers for that bare bulb flying round in circles bashing in her exoskull and out in the woods she navigates fine by the moon but get her around a light bulb and she's doomed   she is trying to evolve she's just trying to evolve   now let's get talking reefer madness like some arrogant government can't by any stretch of the imagination outlaw a plant yes, their supposed authority over nature is a dream c'mon people we've got to come clean   cuz they are locking our sons and our daughters in cages they are taking by the thousands our lives from under us it's a crash course in religious fundamentals now let's all go to war get some bang for our buck   i am trying to evolve i'm just trying to evolve   gunnin for high score in the land of dreams morbid bluish-white consumers ogling luminous screens on the trail of forgetting cruising without a care the jet set won't abide by that pesky jet lag and our lives boil down to an hour or two when someone pulls a camera out of a bag   and i am trying to evolve i'm just trying to evolve   so i walk like i'm on a mission cuz that's the way i groove i got more and more to do i got less and less to prove it took me too long to realize that i don't take good pictures cuz i have the kind of beauty that moves.
lunedì 6 aprile 2009


Ho trovato un centro immobile dentro di me. Ho trovato che c'è un cielo, ma anche una sfera di luce o semplicemente un filo. E' uno spazio silente e bellissimo, chiaro come l'inesistenza e l'esistenza. 
E' dentro di me: è lì, nonostante fuori possa turbinare tutto attorno; nonostante le tempeste e le mareggiate.
Sono cose che sapevo a livello cerebrale, ma in questi giorni di Osho Festival ne ho fatto esperienza. Ho visto, vissuto, il mo centro. Ho percepito la sensazione fisica di cascarci dentro e in quel momento la vita poteva fare tutto di me e io non avrei voluto e potuto oppormi.  Sarei potuto morire in quel preciso istante, in quell'attimo infinito in cui sono caduto nella mia pancia.
Ho capito che non importano le energie negative, non importano il passato e il futuro; il cielo resta nonostante tutti questi pulviscoli. E basta un soffio consapevole e ben mirato per tergere questo spazio blu.
C'è gratitudine in me, più di prima. Per quello che è l'esistenza e per il fatto che ne faccio parte. 

P.S.: dato che quasi tutti quelli che finiscono su queste pagine, stavano cercando le foto dell'Osho Festival 2009, ecco il link diretto .
lunedì 30 marzo 2009


L'ultima creazione di Eros e Serena. 
Per addormentarsi sempre in riva al mare, ma soprattutto per addormentarsi, semplicemente... Sperando che sia il rilassante che mancava a Serena e alle sue notti insonni.
Per qualsiasi risultato benefico che riscontrerai, Sere, considera che l'abbiamo dipinto insieme, perciò mi spetta una buona ricompensa. 
E poi - per ultimo ma non ultimo - se non mi dai 50 EURI, dico a mamma che hai usato il bianco sbagliato, per il muro; ti sposto la tovaglia cosicché gli angoli non combacino; faccio vedere in giro alcune tue foto che tu sai (viso ammiccante); dico a qualcuno che in questi giorni, invece della cosina che lui sa, ne fai un'altra con qualcuno che so io.
Non so se mi spiego... Bacini!!

sabato 28 marzo 2009

Oggi, mi dedico ad un nuovo momento di condivisione. E' la volta di 
Björk, l'islandese con la parlata incomprensibile; un concentrato di genio in versione mignon.
Da sempre, Björk è impegnata in qualche modo nel sociale, anche se è la tendenza di molti. Diciamocelo: fa molto moda. La cosa bella è che con Björk, la protesta coinvolge la sua arte, e questo la rende (spero non solo apparentemente) più autentica. E' il caso di Nattura: un progetto ambientale che la cantante sta portando avanti da un po' di tempo, per il quale scrisse una canzone omonima, eseguita con Thom Yorke - il cantante dei Radiohead. 
Anche con il brano che vi ripropongo oggi, la cantante portò avanti una sua protesta. La canzone è dell'ultimo cd, Volta. Declare Independence fece parlare di se perchè, in concerto a Shangai, la cantante invitò il Tibet a dichiarare la propria indipendenza: "Tibet! Tibet! Declare independence!".
Incollo a seguito il video della canzone, il video del concerto con l'invito alla rivolta e il testo.
Declare Independence!!!





Björk – Declare Independence lyrics.

Declare independence!
Don't let them do that to you!


Start your own currency!
Make your own stamp
Protect your language

Declare independence!
Don't let them do that to you!

[x4] Make your own flag!

[x6] Raise your flag!

Declare independence!
Don't let them do that to you!

Damn colonists
Ignore their patronizing
Tear off their blindfolds
Open their eyes

Declare independence!
Don't let them do that to you!

With a flag and a trumpet
Go to the top of your highest mountain!

[x6] Raise your flag!

Declare independence!
Don't let them do that to you!

Raise the flag!

venerdì 27 marzo 2009

"La mente è sempre vecchia e la vita è sempre nuova: è inevitabile che si creino tensione e conflitto [... ] La gente diventa sradicata; la vita è preda dell'ansia, dell'angoscia. L'uomo era più silenzioso, o almeno dava questa impressione perché tutto intorno a lui era fermo, statico, e non sorgevano grandi conflitti nella mente [...]  la mente si afferra al passato e (oggi) tutto cambia a ogni istante. Ecco perché esiste tanta ansia in Occidente, in Oriente meno."

Tratto da: Osho, I segreti della trasformazione, Milano, Tascabili Bompiani, 2007. [Questo è il secondo di cinque libri che traducono "The book of secret". Il primo si intitola come l'opera originale, "Il libro dei segreti", ma costituisce solo la prima parte dell'intera serie di discorsi sul Vigyana Bhairava Tantra.]

Osho, in quel brano, continua dicendo che i problemi dell'Oriente sono più basilari (la fame, la sopravvivenza) e che, in Occidente, la tecnologia - che spinge cambiamenti sempre più veloci - non dà il tempo all'uomo di adattarsi a un cambiamento che ne crea subito un altro. Questo genera ansia. 
Sempre secondo Osho, le soluzioni sono due: la psicoanalisi (che rende solo più nella norma) e la meditazione (che punta al trascendere la mente e a una consapevolezza totale).
Non voglio neanche commentare. Per riflettere su quest'ansia che ci creiamo, vi rimando all' Umiltà della Chiocciola (decrescita economica) e vi invito ad approfondire. Vi ricordo anche l'appuntamento della prossima settimana con l'Osho festival. 
Meno sei giorni!! Non vedo l'ora. Per chi ci sarà, ci vediamo a Riccione.


mercoledì 25 marzo 2009

Come da titolo, un'altra improvvisata con gli acrilici. Inizia a dare qualcosa; se non nel prodotto sulla tela, dà qualcosa a me, credo.
Se fossi Piccasso, dopo il periodo blu, questo sarebbe il periodo dello scazzo. Ma non lo sono, quindi me lo godo!!



martedì 24 marzo 2009


Oggi, con la nuova veste grafica, ho deciso di postare due "quadri" degli ultimi giorni. Piuttosto, due scazzi nel vero senso della parola.
Al prossimo (forse) più serio post!